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Le Metodiche

Van Dyke Brown Print

Procedimento

Van Dyke Brown Print antiche tecniche fotografiche

 

Procedimento Van Dyke Brown

Il processo Van Dyke Brown sviluppato agli inizi del 1900 è così chiamato in quanto ricorda il caratteristico colore seppia delle opere del pittore Fiammingo  Sir Antony van Dyck vissuto tra il 1599 e il 1641.

Preparazione dei chimici

Il processo impiega una soluzione sensibilizzante di Ammonio Ferro Citrato, Acido Tartarico e Argento Nitrato, si sviluppa in acqua e si fissa con Sodio Tiosolfato.

I chimici necessari sono i seguenti:

 

Disciogliere 27gr di Ferrico Ammonio Citrato in 100ml di acqua demi.

Disciogliere 4,5gr di Acido Tartarico in 100ml di acqua demi.

Disciogliere 12gr di Argento Nitrato in 100ml di acqua demi.

 

Unire le tre soluzioni, operando in luce attenuata,  in questa sequenza:

-aggiungere la soluzione di Acido tartarico a quella di Ferro Ammonio Citrato.

-aggiungere la soluzione di Argento Nitrato alla precedente.

Mescolare bene evitando di usare oggetti metallici. La soluzione di sensibilizzazione è pronta, filtrare se presenta del precipitato o parti non disciolte. Attendere qualche giorno di maturazione prima di usarla. Potrà essere conservata per diversi mesi in bottiglia scura al fresco. Per sicurezza evitare di conservare la soluzione nel  frigorifero domestico.

Una nota sui negativi:

il procedimento Van Dyke ha una scala di tonalità forse anche superiore alle stampe al Platino/Palladio e, per questo, richiede negativi ben contrastati. I negativi devono avere la dimensione della stampa che si vuole ottenere. E’ necessaria una buona luce UV da usare per l’esposizione possibilmente di buona potenza.

Sono cinque i punti fondamentali per ottenere una buona stampa Van Dyke da archivio:

1.    Dopo l’esposizione vanno eliminati completamente i composti del Ferro che non hanno reagito. Si usa un bagno di acqua con Acido Citrico al 3% per due minuti. Si ripete con un bagno uguale nuovo. I due bagni è meglio se sono tiepidi.

2.    Effettuare un buon fissaggio. Si usa un bagno al 2% di sodio Tiosolfato per 2-4 minuti. Si ripete una seconda volta con un bagno uguale nuovo.

3.    Effettuare un buon lavaggio finale in acqua corrente per almeno 30 minuti.

4.    Utilizzare un bagno schiarente con 1% di Sodio Solfito per 3-5 minuti. Il bagno deve essere fatto di fresco e va usato una sola volta.

5.    Le stampe Van Dyke si conservano bene al riparo della luce, altrimenti si deteriorano. Una ottimale conservazione si ottiene applicando un Toning utilizzando bagni di Palladio, Selenio o Oro. Quindi il toning non è da considerarsi un optional ma una pratica necessaria.

Preparazione della stampa

Per eseguire una stampa con il procedimento Van Dyke si richiede che il formato del negativo sia della dimensione della stampa desiderata. Il substrato può essere indifferentemente qualsiasi tipo di materiale, è sufficiente che la soluzione sensibile vi aderisca. Si può iniziare con la semplice carta da disegno per acquarello per passare suceesivamente a carte più pregiate.Si dispone con un pennello la soluzione sulla carta; si può operare anche in luce artificiale attenuata. La soluzione è sensibile solo ai raggi ultravioletti, quindi sono da evitare la luce solare diurna, le lampade fluorescenti e quelle a risparmio energetico. Si aspetta che la soluzione si asciughi e poi si pone il negativo a contatto con la carta.

E’ indispensabile ricoprire il tutto con una lastra di vetro di adatte dimensioni per tenere il più aderente possibile il negativo con la carta e anche per evitare involontari “fuori registro” durante l’esposizione. I risulati ottimali si ottengono utilizzando appositi “torchietti” da stampa che si possono trovare sul nostro sito.

Si espone il “sandwich” così ottenuto alla luce ultravioletta. Può essere utilizzata anche l’esposizione alla luce solare ma i risultati possono non essere ripetitivi. Mentre una lampada UV emette una luce costante, la stessa cosa non si può dire della luce solare.

Sviluppo e Fissaggio

Effettuata l’esposizione l'immagine ora dovrà essere sviluppata lavando in acqua per rimuovere il ferro solubile e composti d'argento residui. È consigliabile acidificare leggermente l'acqua di lavaggio per favorire la dissoluzione dei Sali di ferro. Usare una soluzione al 3% di Acido Citrico per due minuti e ripetuta per due volte. Il Cloro presente nell’acqua potabile con funzione disinfettante, potrebbe dare un precipitato bianco nuvoloso di cloruro d'argento.   Continuando con il lavaggio questo effetto sparirà.

Successivamente si fissa l’immagine in un bagno di Sodio Tiosolfato al 2%. I toni dell’immagine prendono un colore marrone. Si lascia nel bagno fino a che i bianchi appaiano chiari; normalmente sono sufficienti 2-4 minuti. E’ buona norma ripetere il bagno per due volte consecutive. Questo passaggio è importante in quanto rimuove gli ultimi residui di Argento Cloruro rimasti intrappolati nelle fibre della carta.

Segue un ultimo lavaggio in acqua corrente per  30 minuti. Asciugare all’aria senza riscaldare, il calore potrebbe cambiare le tonalità della stampa.

ALTRE NOTE RELATIVE A QUESTA TECNICA

Alcuni autori preferiscono tenere le tre soluzioni separate e mescolare al momento dell’uso solo le quantità necessarie per effettuare una stampa. A titolo di esempio, una stampa 13x18cm richiede in totale circa 20 gocce. La preparazione della soluzione necessaria richiede  la sequenza obbligatoria: 1° il Ferro Ammonio Citrato, 2° l’Acido Tartarico e, 3° l’Argento Nitrato.

Il pennello da usare per la stesura deve essere preventivamente inumidito con acqua demi. Questo per evitare eccessivo spreco di soluzione sensibilizzante.

L’esposizione alla luce UV può essere considerata buona quando le luci (parti chiare) della stampa sono abbastanza forti. Qui è fortemente d’aiuto l’esperienza. L’uso di un torchietto parzializzabile è un ottimo aiuto.

Alcuni autori consigliano di utilizzare il bagno di fissaggio (Sodio Tiosolfato) al 15% quando la stampa non verrà sottoposta a toning. Questa operazione è necessaria per poter mantenere più a lungo la stampa nel tempo.

Un’accenno alle carte utilizzabili. Tra le diverse possibilità sono consigliabili quelle più facilmente reperibili nel nostro paese:

Fabriano Artistico (Fabriano Uno)

Arches Platine

Berrger Cot 320

Le grammature consigliabili sono quelle sui 300g/mq

Approfondimento sul toning

Deve essere effettuato sempre prima del fissaggio. L’immersione nel bagno di toning è di 3-5 minuti. Dopo il toning si passa direttamente al fissaggio. Di seguito alcune formulazioni sui bagni utilizzabili:

Al Palladio: a 1000ml di acqua demi aggiungere 40 ml di Palladio Cloruro al 10%, 5 gr di Acido citrico.

Al Platino: a 1000ml di acqua demi aggiungere 20 ml di Potassio Cloroplatinito al 20%, 5 gr di Acido citrico.

All’Oro: a 1000ml di acqua demi aggiungere 5 ml di Oro Cloruro al 5%, 5 gr di Acido citrico.

Per evitare di sprecare troppo toning è utile utilizzare bacinelle a fondo piatto, cioè senza costole. Per un formato 20x25cm (13x18”) sono sufficienti 60-70ml di toning. Dopo averlo versato sulla stampa agitare bene in tutte le direzioni per ottenere una buona copertura della stampa.

I prodotti chimici usati in questo procedimento sono da considerarsi tossici e inadatti al consumo umano o animale. L’utilizzatore deve essere consapevole dei rischi e fare ogni sforzo per proteggere gli esseri viventi e l'ambiente. I rifiuti chimici non vanno mai svuotati negli scarichi domestici o smaltiti insieme alla spazzatura. Per il corretto smaltimento consultare la discarica locale.

 

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